LA CITTA’ DEI BAMBINI

Le motivazioni
Il progetto "La città dei bambini" nasce a Fano nel maggio 1991.
Rifiutando una interpretazione di tipo educativo o semplicemente di supporto ai bambini, il progetto si è dato fin dall'inizio una motivazione politica: operare per una nuova filosofia di governo della città assumendo i bambini come parametri e come garanti delle necessità di tutti i cittadini. Non quindi un maggior impegno per aumentare le risorse e i servizi a favore dell'infanzia, ma per una città diversa e migliore per tutti, in modo che anche i bambini possano vivere un'esperienza da cittadini, autonomi e partecipanti. Il progetto si fonda su diverse motivazioni, tra cui le più importanti e significative sono sintetizzate qui di seguito.
Il degrado delle città è in gran parte dovuto alla scelta di privilegiare i bisogni dei cittadini maschi, adulti e produttivi come priorità economica e amministrativa; è sofferto da tutti i cittadini ma specialmente dai più deboli e dai più piccoli. Il potere del cittadino adulto lavoratore è dimostrato dall'importanza che l'automobile ha assunto nella nostra società, condizionando le scelte strutturali e funzionali della città e creando gravi difficoltà per la salute e la sicurezza di tutti i cittadini.

La partecipazione
Uno strumento fondamentale per ricostruire un ambiente accogliente e disponibile nei confronti dei bambini è chiedere il loro contributo, chiamarli a collaborare per un cambiamento reale dell'ambiente urbano. La partecipazione dei bambini è utile e vantaggiosa se si realizzano due condizioni fondamentali. La prima: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere convinto che i bambini possono dare un contributo reale, essere disposto a tenerne conto e quindi avere effettivamente bisogno del loro aiuto. La seconda: l'adulto che invita i bambini a partecipare deve essere titolare del potere che partecipa per poter onorare l'impegno assunto. La scuola può partecipare ai bambini alcuni aspetti della sua organizzazione, così la famiglia per molte decisioni da prendere. La città, attraverso i suoi amministratori può partecipare ai bambini alcune decisioni, a partire da quelle legate alle esigenze infantili come la ristrutturazione di spazi, arredi, ambienti o i problemi della mobilità pedonale. Attraverso le corrette forme di partecipazione i bambini vivono coerenti e importanti esperienze di cittadinanza che contribuiscono al benessere di tutti.

La sicurezza
La ragione principale che impedisce ai bambini di uscire di casa è la pericolosità della strada. Il traffico, l'inquinamento e la presenza di persone pericolose fanno pensare agli adulti che si impossibile per un bambino scendere in strada da solo per giocare con gli amici. Le misure di difesa prevedono a livello individuale varie forme di "fortificazione" come porte blindate, sistemi di allarme da un lato e l'accompagnamento costante del bambino e la sua dotazione di strumenti di controllo remoto: dal telefonino al braccialetto a lettura satellitare. A livello sociale è sempre più forte la richiesta di difesa pubblica, di maggiore presenza di polizia, di videocamere sulle aree pubbliche, di polizie private, di armi individuali. Ma questi strumenti si sono sempre rivelati inefficaci e assolutamente lesivi dei diritti dei cittadini, specialmente di quelli più deboli che in una situazione di difesa estrema sono condannati alla reclusione in casa. L'alternativa è la partecipazione, l'"occupazione" sociale degli spazi pubblici.
La mobilità
La mobilità dei bambini, che fino a qualche decennio fa era simile a quella dei loro genitori oggi è quasi scomparsa mentre quella degli adulti è enormemente aumentata. Oggi i bambini non possono uscire in strada perché i genitori si muovono troppo rendendo pericolose le strade e gli spazi pubblici della città. Le città muoiono di traffico, di ossido di carbonio, di emissioni che corrodono i monumenti. Muoiono perché l'automobile conta più dei loro padroni ed è difficile, a volte impossibile muoversi a piedi nella propria città. I bambini sono pedoni puri, non hanno alternative e allora protestano, chiedono agli amministratori di permettere loro di uscire di casa, di attraversare le strade, di usare le piazze, senza che i genitori abbiano paura. Nelle esperienze realizzate ormai da quasi dieci anni si è visto che la presenza di bambini nelle strade, per andare a scuola o per cercare compagni di gioco, ricrea negli adulti condizioni sociali di responsabilità e di protezione e quindi condizioni di sicurezza per i bambini stessi.

Il bambino nella testa degli adulti
La grande enfasi che il progetto mette nel protagonismo infantile e nel diritto a partecipare alle decisioni da parte dei bambini non può assolutamente essere utilizzato da parte degli adulti come alibi delle loro responsabilità. Il progetto, attraverso le proposte e le idee dei bambini, attraverso la realizzazione dei loro progetti, mira a costruire una cultura dell'infanzia negli adulti e specialmente negli amministratori in modo che sappiano prendere le loro decisioni avendo interiorizzato il pensiero e le esigenze dei bambini. Solo quando gli adulti avranno capito che spendere per far star meglio i bambini non è un costo ma un investimento, che renderà in futuro molte volte, si riuscirà a pensare seriamente al futuro delle nostre città.

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